Considerazioni sull’apertura dell’EXPO

Tra la sera del giovedì e la mattina del venerdì, ho vissuto delle ore emozionanti, a iniziare dal concerto di presentazione dell’Expo.
L’orchestra della Scala, il coro e i vari cantanti che si sono succeduti nell’interpretazione di alcuni dei più bei brani della musica lirica italiana e concludendo con la canzone “O sole mio”, hanno dato spettacolare dimostrazione di come il genio musicale italiano abbia saputo creare delle melodie solenni ed emozionanti. Quando ascolto queste melodie e non ho remore ad affermarlo, non riesco a trattenere una reale e spontanea commozione, fino alle lacrime: l’aria del “Va pensiero” e quella del “Nessun dorma”, ogni volta che le ascolto, mi procurano sempre la stessa emozione.
Dico tutto questo a vanto della nostra Italia e dei suoi spiriti creativi migliori, sempre esistiti in ogni epoca della nostra storia, che hanno reso la nostra “Patria” (consentitemi questo termine che più nessuno usa, ormai), un caso unico nel panorama artistico culturale dell’intero pianeta!
La cerimonia inaugurale del venerdì mattina mi ha dato la botta di grazia, quando l’inno di Mameli è stato intonato da un folto coro di adulti e di bambini di diverse età i quali hanno concluso l’inno con una variante del testo di una grande intuizione poetica ed emozionale, modificando l’ultimo verso del testo in: “ Stringiamoci a coorte. Siam pronti alla… vita! L’italia chiamò.”
Aver sostituito la parola “morte”, più volte citata nel testo, con la parola “vita” e soprattutto cantata da dei bambini, ha un significato morale e umano straordinario.
I nostri bambini che inneggiano alla vita sono un’occasione per riflettere su quanto l’Italia, ormai da troppi anni, sta patendo, economicamente e socialmente; un motivo per compiere veramente e in breve tempo le azioni più opportune, senza ideologismi del passato, senza retaggi di una cultura obsoleta, senza ipocrisie, egoismi e piccinerie degne di persone senza carattere e senza idee, senza assecondare interessi di bottega o di gruppi sociali ed economici, ma sostenendo l’unica azione che può e deve essere intrapresa: quella che, con pragmatismo, senso della realtà e del dovere civico, può finalmente condurre fuori dal guado la nostra Patria.

Coraggio, quindi! Un po’ più di determinazione, una presa d’atto di ciò che hanno fatto delle nazioni in analoghe difficoltà alle nostre e se per un certo periodo si pagherà pegno, vedrete che alla fine sarete e saremo premiati.
Agite in maniera incisiva sulle spese faraoniche della struttura statale e sull’elefantiaca lentezza ed inefficienza della burocrazia, un vero e proprio biblico Moloch che ciò che tocca infetta e dissipa grandi risorse senza risultato alcuno! Analogamente si faccia per il carico fiscale, insopportabile e che invece di incrementare le entrate ne stimola le uscite, con trasferimenti d’industrie all’estero, di soldi e… l’elenco sarebbe lungo.

In ultimo e non meno importante, signori dello stato (minuscolo di proposito), non venite meno alle vostre responsabilità nei confronti dell’immigrazione selvaggia e spesso anche pericolosa, per la salute sociale e anche fisica, e degli scalmanati che sono pregiudizialmente contro qualsiasi evento od opera dell’uomo, apoditticamente incapaci di dimostrare le loro ragioni, se non con il solo senso del più becero nihilismo e desiderio di distruggere e contestare qualsiasi cosa: teste vuote che qualche cattivo maestro ha provveduto a svuotare non sapendole riempire dei giusti valori alla base di ogni società libera e democratica!

Ecco, vedere anche lo sfregio recato alla città di Milano da queste teste… vuote, in concomitanza di un così grande evento planetario dedicato, poi, al cibo e alle possibilità di garantirlo effettivamente a tutti, è una contraddizione, che questi androidi neri con il cervello all’ammasso e privi di ogni capacità critica e senza una morale, nemmeno quella naturale, mi fa urlare, come qualcuno ha fatto a Milano, anche se in silenzio e poggiato sul nostro tricolore, imperturbabile e irridente verso quei minus habens, che non avranno compreso nemmeno in parte la grande moralità di quel gesto!

Mi voglio fermare qui, anche se sono così esacerbato che riempirei altre pagine di sfogo per esorcizzare la grande amarezza che mi hanno indotto gli avvenimenti finali di quella che doveva essere solo una grande giornata per tutta l’Italia e che spero lo sia nei prossimi giorni come le premesse lasciano credere.

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2 risposte a Considerazioni sull’apertura dell’EXPO

  1. Aldo Ratti scrive:

    Hello, Sergio.
    Una considerazione inevitabile: Siamo della gente che non impiega nulla a sentirsi scontenta, a trovare compagni al duolo ed anche ad immaginarsi soluzioni per rimediare ai mali della terra, dell'italia. Mi piacerebbe fare un'analisi di questi pensieri, per vedere quali sono i più ricorrenti. Lo sterminio della classe politica, il rifugio in comunità irraggiungibili, la costituzione di bande armate, l'associazione a gruppi estremisti,la creazione di uno stato di polizia, la fuga alle Maldive…
    forse ci si potrebbe ragionare sopra e aumentare la nostra (io non mi tiro indietro) maturità…

    • sergio998 scrive:

      Siamo sulla stessa lunghezza d\’onda.
      Grazie per aver commentato ed intervenuto.
      I commenti, purtroppo, anche negativi sono molto rari. Mi riferisco in particolare alle mie velleità letterarie che gradirei fossero oggetto anche di critiuche.