Commento alla morte di Melissa Bassi Inserito in Facebook in uno dei suoi profili.

Appena ho appreso da un telegiornale quanto accaduto a Brindisi ed aver visto le tue foto, ho avuto un sussulto emotivo intenso, ciò mi accade sempre quando sono coinvolto passionalmente da un avvenimento.

 

Mi sono sempre chiesto quando, in varie parti del mondo, accadono episodi inconsulti come questo: ”Come sia possibile che ci siano degli “esseri” che possano organizzare e porre in atto azioni delittuose di tale gravità, consapevoli del coinvolgimento di vittime che nulla hanno a che fare con la motivazione che gli ha armato la mano, qualunque essa sia!”
La mia mente non riesce a concepire che un essere nato da una donna, che abbia una famiglia, degli amici e dei sentimenti (anche se deviati), possa freddamente predisporre, con vigliacca meticolosità una trappola, sicuramente mortale e poi tornare alla “sua vita normale”!

 

Come può lui (o loro) rimanere indifferente dinnanzi alle foto della sua vittima: una giovane ragazza di sedici anni, bella come lo sono tutte a quell’età e con gli occhi profondi ed espressivi, quasi due fari che guardano lontano… verso un futuro che gli è stato orrendamente negato?

Una domanda cui è difficile ed impossibile rispondere. Se sarà o saranno trovati i responsabili, non c’è ergastolo che tenga a sanzionare un crimine così efferato ed inutile, come tutti quelli della specie.

Ci riempiamo la bocca di diritti di ogni tipo: libertà di pensiero, di associazione, di parola, ecc. temperati, più a chiacchiere che realmente, dal tanto decantato rispetto dei diritti altrui.

Chi ha tutelato e garantirà il diritto alla vita di Melissa, coloro che, se riusciranno a trovare i colpevoli, tuteleranno questi ultimi con tutte le garanzie che il Sistema giudiziario prevede, non ultimo comminando delle pene inadeguate all’orrendo assassinio?

Tipi della specie, non hanno alcun diritto di far parte del genere umano; essi sono delle metastasi del corpo sociale che quando diventano incurabili, come in questo caso, devono essere “chirurgicamente” eliminati!

Non si può garantire il diritto alla vita, sia pure nella galera a fine vita, a chi ha violato questo diritto a Melissa!

 

Non riesco nemmeno ad immaginare il dolore lacerante dei genitori ed a seguire, dei parenti e dei suoi amici, per questa proditoria azione con la quale è stata strappata ad essi Melissa.

 

Non ci sono parole e anche se ci fossero, nulla può lenire un tale devastante dolore.

 

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